News e comunicati stampa

La valorizzazione dei castagneti dell’Etna

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La nostra società in questi anni si è attivata nella gestione selvicolturale dei cedui di castagno di privati all’interno del Parco dell’Etna, finalizzata al miglioramento qualitativo dei boschi e alla valorizzazione produttiva del legno.

Di seguito una rassegna fotografica che fornisce una panoramica della gestione dei boschi a partire dai rilievi dendrometrici per la stima della massa legnosa e degli assortimenti, al taglio fino alla traformazione in prodotti di paleria o di semilavorati per infissi e mobili.

 

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Rinaturalizzazione rimboschimenti: eliminazione graduale o taglio di sgombero delle conifere?

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Nel parco dei Monti Sicani il patrimonio boschivo è costituito in gran parte da rimboschimenti di conifere mediterranee realizzati a partire dagli anni anni 50 del secolo scorso. Essi sono quasi esclusivamente di proprietà del demanio regionale.
Negli ultimi 10-15 anni in tali boschi si riscontra una forte dinamica evolutiva verso la rinaturalizzazione. con le latifoglie autoctone (leccio, roverella, orniello ecc…).

Pagina_Taglio_Sgombero

Al fine di assecondare questi processi evolutivi naturali, l’ente gestore regionale ha iniziato ad attuare su questi boschi una gestione selvicolturale tesa a favorire la rinaturalizzazione, essenzialmente utilizzando due modalità di intervento: l’eliminazione graduale della copertura arborea di conifere. attraverso due o più diradamenti o l’eliminazione totale del piano arboreo delle conifere in un unico intervento di taglio.
Nel repertorio fotografico che segue si illustrano gli effetti delle due tipologie di intervento sulla rinnovazione naturale e sullo sviluppo del piano arbustivo ed erbaceo in tre differenti località a cavallo tra il territorio di due comuni dei Sicani: Santo Stefano Quisquina e Cammarata.

Come si evince dalle foto, sembra che con l’eliminazione totale del piano arboreo delle conifere si sviluppi notevolmente la vegetazione arbustiva a rosacee o in alternativa, in aree con suolo più povero, quella erbacea ad ampelodesma, che innescano fenomeni di concorrenza con la rinnovazione naturale. Altro aspetto che emerge dalla pratica suddetta è quello dell’accrescimento più stentato dei getti annuali successivi al taglio che si manifesta con minore sviluppo della lamina fogliare e locali ingiallimenti, con getti più corti e disseccamenti (località le piane e Cozzo Cannone). Questi fenomeni di deperimento dei getti annuali si denotano più frequentemente a carico del leccio e sono di gran lunga meno diffusi in aree sottoposte ad interventi graduali di eliminazione della copertura delle conifere (Contrada Galluzzo).

E’ in corso uno studio dell’Università di Padova in alcuni
rimboschimenti nel territorio di Santo Stefano Quisquina (località Cozzo Cannone e Galluzzo), finalizzato a verificare gli effetti delle diverse intensità del taglio sullo sviluppo vegetativo e sui potenziali accrescimenti legnosi delle specie autoctone che costituiranno il futuro piano arboreo. Questo studio potrebbe mettere in luce una possibile correlazione tra questi fenomeni riscontrati nelle aree soggette a taglio di sgombero e un rallentamento della crescita delle latifoglie autoctone.

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Corsi Formazione Resilformed

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Conclusi i primi 2 corsi di formazione del Progetto Resilformed a Fiucuzza e a Polizzi Generosa

Venerdì 26 febbraio si sono conclusi i primi due corsi di formazione del Progetto LIFE ResilForMed. I corsi hanno visto la presenza di 70 tecnici e funzionari che operano nella gestione delle foreste pubbliche della Regione Siciliana nella Provincia di Palermo. Le due giornate hanno visto i tecnici del Progetto LIFE ResilForMed spiegare i contenuti del progetto, l’importanza della gestione forestale del patrimonio pubblico e privato della Regione Siciliana e le metodologie definite  dal progetto comprese le tecniche speditive della progettazione messe a punto con la Scheda di Valutazione degli interventi.

La Cooperativa Foreste e Territorio ha partecipato all’attività formativa con due dei suoi soci sia nella giornata di teoria sia in quella di illustrazione pratica delle modalità di utilizzo della scheda di valutazione degli interventi.

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Workshop a Palermo sulla pianificazione forestale

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Si è tenuto a Palermo, nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali il workshop dal titolo “Pianificazione Forestale in Sicilia”, organizzato nell’ambito del Progetto LIFE ResilForMED e cofinanziato dalla Comunità Europea con l’obiettivo principale di attuare una nuova politica di gestione delle risorse forestali, al fine di aumentare la resilienza dei boschi ai cambiamenti climatici.

L’incontro ha visto una significativa partecipazione di studenti, liberi professionisti e personale delle amministrazioni del settore forestale della Regione Siciliana.

Oltre agli interventi di alcuni relatori che hanno illustrato i risultati di ResilForMED, sottolineandone in particolare i risultati raggiunti a beneficio della gestione forestale, altri contributi, hanno toccato alcuni punti focali dell’attuale stato dell’arte in tema di pianificazione forestale in Sicilia: i problemi legati all’avvio dei piani di gestione nei boschi pubblici, i ritardi dell’aggiornamento del Piano Forestale Regionale , il contributo fornito dal Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali con i diversi piani che sono stati redatti attraverso studi pilota che necessitano ancora di una approvazione ufficiale per diventare attuativi.

Dai temi trattati nel workshop e dal successivo dibattito della tavola rotonda è emerso l’impegno, da parte del Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale, di attivare una serie di azioni per avviare i piani di gestione forestale dei boschi pubblici in Sicilia e da parte del Corpo Forestale Regionale l’impegno ad implementare i modelli gestionali sviluppati in ResilForMED nella politica forestale regionale, attraverso un documento integrativo all’attuale Piano Forestale Regionale.

Nel complesso il dibattito ha fatto emergere comunque un preoccupante ritardo nel settore della pianificazione forestale in Sicilia rispetto a gran parte del territorio italiano. Per cambiare rotta occorre  che gli strumenti di coordinamento della politica forestale della regione (Legge Forestale, Piano Forestale), prevedano norme di attuazione precise che indichino, tra le altre cose, limiti di superficie in cui rendere obbligatori i piani e gli strumenti equivalenti e linee guida su come strutturare la redazione dei piani.

Per queste ragioni è necessario che la Regione apra un tavolo di concertazione con le categorie professionali, il settore della ricerca e gli altri operatori del settore in modo che gli strumenti di politica forestale possano armonizzarsi con il ruolo multifunzionale che il bosco può fornire, dando anche occasione di sviluppo socio-economico.

In quest’ottica la Cooperativa Foreste e Territorio ha stilato un documento che traccia nelle linee essenziali l’importanza della pianificazione forestale per il territorio regionale, indicando come un piano di gestione possa ottimizzare la fruizione dei servizi ecosistemici e le diverse opportunità economiche che può fornire il bosco e fornendo indicazioni e proposte di pianificazione forestale.

Il documento vuole essere in primo luogo un modo  per far conoscere l’importanza della pianificazione forestale all’opinione pubblica ed inoltre proporre alcuni punti di discussione che si dovrebbero trattare nel tavolo tecnico che a breve la Regione intende aprire.

Clicca qui per scaricare il documento sulla pianificazione forestale images (1)

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